In riferimento all’uso dei metalli, Esiodo nelle “Opere ed i giorni” enumera cinque età: argento, dell’oro, del rame e del bronzo, l’età dei semidei e infine del ferro.
Nel
primo sviluppo della metallurgia, i minerali di rame, come la
malachite, il turchese o il pigmento dell’ azzurrite furono usati per
oggetti di ornamento soprattutto in Medio Oriente da cui si diffuse
verso l’Europa centrale e nell’area mediterranea di Cipro, Spagna,
Toscana e Sardegna, coi vasi campaniformi, così denominati per la forma
dei vasi trovati nelle tombe di quella civiltà. L’età
del
Vaso Campaniforme, quindi, sarà documentata coi ritrovamenti in
provincia di Brescia delle due importanti sepolture di S. Cristina di
Fiesse e di Ca’ di Marco, a cui saranno affiancate le tombe di recente
scoperta a Parma.
Per
la ricostruzione dell’età del Rame, comunque, è stata fondamentale, in
area padana, la scoperta della necropoli di Remedello Sotto, in
provincia di Brescia, 128 anni fa a cui sono seguite quelle di Volongo,
in provincia di Brescia, Fontanella Mantovana, Cumarola e Spilamberto,
in provincia di Modena, Bologna, Forlì e Cesena e in altre località
della pianura padana, molto ricche di manufatti.
La
mostra L’età del Rame darà conto di queste e di altre coinvolgenti
testimonianze, quali le statue-menhir che, insieme alle incisioni
rupestri della Valcamonica, forniscono un’ iconografia fondamentale per
la comprensione delle nuove concezioni religiose e del culto degli
antenati oltre che della rappresentazione antropomorfica delle divinità.
La
mostra documenterà tali cambiamenti, che si diffusero dalla regione
alpina nella penisola iberica e a nord del Mar Nero, anche con i
ritrovamenti avvenuti al giogo di Tisa, al confine tra Italia e Austria
nel 1991 e 1992, con copie dei materiali e con la ricostruzione
dell’uomo del Similaun, a grandezza naturale. Sorprendenti saranno le
recenti analisi del DNA condotte sulla mummia da cui si è potuto
inquadrare l’appartenenza al gruppo della popolazione europea, l’
aspetto paleopatologico, lo stato di salute e le cause che ne
determinarono la morte a 3150 m di quota. Particolare attenzione sarà
posta nel confronto tra i materiali, come l’ascia in rame, le cuspidi di
freccia, e il pugnale in selce, posseduti da Ötzi e quelli relativi
alla cultura di Remedello.
L’età
del rame, insomma, che, prima del bronzo e del ferro, servì per
costruire oggetti di culto, di uso quotidiano e poi anche per uso
bellico, frecce e spade, modificò sostanzialmente la vita economica e
sociale dell’uomo.
Lo sviluppo della metallurgia del rame, infatti, che spesso era in lega
con l’arsenico, fece progredire l’agricoltura e l’allevamento per
l’invenzione della ruota, che si diffuse dalla Mesopotamia, del carro a
quattro ruote, dell’aratro, e poi per l’aggiogamento degli animali da
trazione.
Si tratta dunque di una
mostra non soltanto per esperti ed appassionati, ma anche per gli
studenti che avranno l’occasione di conoscere le nuove scoperte
delItalia settentrionale.
Promossa,
in collaborazione con le diverse Soprintendenze e la Fondazione CAB, da
un Comitato scientifico presieduto dallo studioso Raffaele De Marinis,
l’esposizione si terrà al Museo Diocesano di Brescia, sede non casuale
per le rilevanti testimonianze degli insediamenti dell’età del rame in
Italia, in primis la necropoli di Remedello. Ci sarà, infine, un
collegamento con età del Bronzo, tra 2200 e 2070 a.C. con l’insediamento
delle palafitte sulle rive del lago di Garda, illustrato da ceramiche e
manufatti di metallo, in osso, corno, selce dal Lavagnone di Desenzano
del Garda, e da Polada, in comune di Lonato, nonché dai ripostigli di
asce a margini rialzati di Remedello Sopra e di Torbole Casaglia (BS).
Dopo l’esposizione di archeologia bresciana del 1875 promossa
dall’Ateneo di Brescia, sarà la prima volta che materiali di Polada,
della collezione Rambotti, ritorneranno a essere esposti a Brescia.
Anna Maria Di Paolo
L’età
del Rame. La pianura padana e le Alpi al tempo di Ötzi. Brescia, Museo
Diocesano (via Gasparo da Salò 13), 26 gennaio – 15 maggio 2013. Orario:
9 /12, 15/ 18, mercoledì chiuso. Ingresso: intero euro 5, ridotti euro
2,50. Scolaresche ingresso gratuito.
Informazioni e prenotazioni: Museo Diocesano tel 030-40233, fax 030-3751064; segreteria.etadelrame@gmail.com
Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net
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